Prima espressione vegetale apparsa sulla terra, le alghe fanno, oggi, più che mai, parlare di sè.


Le alghe : amiche ancora sconosciute...
Erano già utilizzate empiricamente diversi millenni fà per le loro virtù terapeutiche, un po’ ovunque, dall’Asia all’Europa del Nord, passando dal Mediterraneo. Dalla notte dei tempi, i popoli che vivevano sulle coste consumavano le alghe e ne tessevano le lodi, a tal punto che gli abitanti dell’Estremo Oriente le consideravano un alimento in grado di garantire lunga vita. Recente è invece l’interesse che la scienza occidentale e moderna porta sulle alghe, nel tentativo di carpirne i segreti.
In Giappone, le alghe sono sempre state, e sono ancora, usatissime in cucina, ma anche strettamente legate ai riti tradizionali. Costituiscono persino un regalo prestigioso negli avvenimenti importanti: compleanno, matrimonio, capodanno, ...
Basti pensare che in giapponese “Kombu”, il nome di un’alga laminaria, significa “felicità”!

Assolutamente sorprendenti per il loro modo di vita, senza foglie nè radici, queste piante marine si nutrono di luce attraverso tutta la loro superficie, mentre prendono i sali minerali dall’acqua del mare. Sono cosi’ in grado di contenere all’interno della loro struttura, tutti gli elementi presenti nell’oceano e, come se non bastasse, nelle proporzioni quasi ideali per i fabbisogni del nostro organismo.
Ma le alghe non si trovano soltanto nel mare. Ve ne sono nei laghi, negli stagni, nei ruscelli, nelle acque termali, sulle rocce bagnate o ancora nelle cascate.


Per saperne di più:
Alessandra Buronzo “ L'alimentazione Intelligente” Edizioni Mediterranee
Rédigé par alessandra buronzo le 29/01/2009 à 21:08

Quando sono fresche, le alghe sono formate per l’80% da acqua, mentre una volta essiccate ne contengono solo più dal 10 al 20% e sono composte dall’80 al 90% di idrati di carbonio, proteine , minerali, vitamine e pochissimi grassi (solo l’1-2%).


Le alghe per la nostra salute...
seconda della loro composizione le alghe sono da considerarsi in generale degli ottimi prodotti:
Mineralizzanti
Fortificanti
Disintossicanti
Riequilibranti

Grazie ad un buon uso delle alghe si possono migliorare casi di :
• diabete, grazie all’azione del cromo, manganese e zinco ;
• problemi alla tiroide grazie alla presenza di iodio che ha un ruolo maggiore nell’organismo per la circolazione sanguigna, produzione di energia, regolazione intestinale, azione sul cuore, controllo degli ormoni ;
• problemi cardiaci e di ipertensione, ma anche di colesterolo grazie al potassio ed ai grassi insaturi ;
• problemi di circolazione sanguigna ;
• anemia per la presenza della vitamina B, del ferro e dell’arsenico ;
• problemi di crescita, rachitismo o perdita di minerali, visto l’alto contenuto di minerali fra cui calcio, fosforo, magnesio e silice.

Si riscontrano, in generale, dei buoni risultati in caso di: fatica, tensione o nervosismo, che sono spesso causati dalla carenza di minerali e che si verificano soprattutto in momenti di stress o di invecchiamento.
I casi terapeutici in cui le alghe vengono usate più comunemente da anni sono : gotta, stipsi, contro i vermi e la tubercolosi.
La specie Laminaria japonica aiuta contro l’ipertensione e l’arteriosclerosi.


Per saperne di più:
cg[ Alessandra Buronzo “ L'alimentazione Intelligente” Edizioni Mediterranee]cg
Rédigé par alessandra buronzo le 29/01/2009 à 21:07

A seconda della specie il contenuto delle alghe varia.
In tutte sono presenti minerali ed oligoelementi in grande quantità e varietà. Si tratta di una vera e propria miniera...


Che cosa contengono le alghe?
Si tratta di una vera e propria miniera, in cui si troviamo alluminio, antimoni o, argento, arsenico, bismuto, boro, bromo, calcio, cloro, cromo, cobalto, rame, stagno, ferro , fluoro, iodio, litio, magnesio, manganese, nickel, oro, fosforo, piombo, potassio, silice, sodio, zolfo, titanio, zinco, stronzio.
Perchè privarsi allora di tanta abbondanza?

Fonte interessante di ferro, le alghe dovrebbero essere prese in considerazione soprattutto dalle donne in gravidanza, dagli anemici e dai bambini.
L’alga Kombu, per esempio, contiene 15 mg di ferro per 100 g di prodotto, mentre gli spinaci ne contengono solo 3,3 mg, le sardine 10 mg e le uova 6,3 mg.

Fra le alghe ricche di calcio troviamo : Iziki e Wakame ;
alghe ricche di fosforo : Nori, Undaria ;
alghe interessanti per il magnesio : Wakame, Nori, Lattuga di mare ;
fra le alghe ricche di ferro : Lattuga di mare, Ulva, Iziki.
Tutte le alghe in generale contengono sodio e potassio.

La quantità di proteine è variabile, ne sono ricche soprattutto la Porphyra, Ulva, Spirulina, Enteromorpha.

Le alghe offrono un’importante fonte di vitamine. Troviamo infatti le vitamine : B1 B2 B3 B6 C E F K PP e la B12 che dovrebbe essere presente solo nel regno animale.
La vitamina A, o meglio il suo precursore, il beta-carotene, si trova in alcune alghe fra cui la Porphyra, Ulva lactuca, Laminaria.
Ricche di vitamina C sono: Nori, Wakame, Lattuga di mare ;
B1 : Spirulina, Lattuga di mare ;
B2 : Spirulina ;
B12 : la Kombu e la Wakame ne contengono più del latte, ma è presente anche in altre alghe quali Lattuga di mare, Nori, Fucus, Capelli di mare ;
PP : Spirulina, Nori, Lattuga purpurea.

Il tenore in grassi delle alghe è basso, e si tratta soprattutto di grassi insaturi, fra cui il principale è l’acido oleico. Non ci sono quindi controindicazioni alle alghe neppure in caso di dieta dimagrante.

Gli zuccheri principalmente contenuti nelle alghe sono il manitolo nelle alghe brune ed il sorbitolo in quelle rosse. Il manitolo è uno stimolante per il fegato con azione leggermente lassativa, mentre il sorbitolo è molto dolce ed usato nelle diete soprattutto per i diabetici.

Gli oligoelementi sono elementi presenti in quantità infinitesimale nel nostro corpo, ma svolgono un ruolo importantissimo nel mantenimento della salute e le alghe ne sono molto ricche.
Le alghe contengono una buona quantità di iodio, soprattutto alcune, fra cui Arame, Fucus, Laminarie, tanto che un eccessivo consumo puo’ essere dannoso quando si hanno problemi alla tiroide. Si potrebbero in effetti verificare casi di insonnia, irritabilità, nervosismo o disequilibri più o meno profondi. Al contrario, pero’, un apporto moderato di iodio aiuta a riequilibrare una tiroide che funziona male.



Per saperne di più:
Alessandra Buronzo “ L'alimentazione Intelligente” Edizioni Mediterranee
Rédigé par alessandra buronzo le 29/01/2009 à 21:02

Il tuorlo dell’uovo con lo zucchero
Frullato di frutta.
Dessert con lo yogurt.
Composta di mele e pere.
Croccantini di sesamo.


Il tuorlo dell’uovo con lo zucchero.
Separare il tuorlo dell’uovo dall’albume ed aggiungere un bel cucchiaio di zucchero integrale al tuorlo.
Sbattere con una forchetta fino a che il tutto non diventa spumoso e chiaro.

Variante: al precedente preparato si puo’ aggiungere un cucchiaio di polvere di carrube, che darà il gusto di cioccolato.



Frullato di frutta.
Prendere del latte di riso o di mandorle o di soia con aroma di vaniglia, aggiungere la frutta che il vostro bambino ama di più (fragole, banane, pesche, mele, pere, mirtilli, lamponi, albicocche, more,...) e un po’ di miele.
Frullare a lungo in modo che diventi ben spumoso e gustarlo.




Dessert con lo yogurt.
1 yogurt naturale, frutta mista e 2-3 cubetti di ghiaccio.
Pulire la frutta e mettere tutti gli ingredienti nel frullatore. Servire ai primi caldi.



Composta di mele e pere.
Pulire 2 mele mature e 2 pere. Tagliarle a pezzettini e metterle in una casseruola con un po’ di succo di limone oppure un po’ di cannella in polvere.
Fare cuocere fino a quando la frutta non sarà completamente disfatta.
Aggiungere 2 cucchiai di zucchero di canna integrale oppure dello sciroppo di acero. Mescolare bene e lasciare raffreddare.



Croccantini di sesamo.
Fare tostare dei semi di sesamo. Aggiungere del miele in modo che stiano ben compatti e si possano formare dei rettangoli o delle palline come si preferisce.
Lasciare raffreddare e servire.
I croccantini si conservano abbastanza a lungo in una scatola ermetica.



Per saperne di più:
Alessandra Buronzo “ L'alimentazione Intelligente” Edizioni Mediterranee
Rédigé par alessandra buronzo le 29/01/2009 à 21:01

ZUPPA CON I FIOCCHI DI AVENA
BOCCONCINI DI POLLO
FUSILLI AL PESTO DI ZUCCHINE
RISO AL LATTE CON LE CASTAGNE


ZUPPA CON I FIOCCHI DI AVENA

Per 4 persone:

4 cucchiai di fiocchi di avena
1lt 1/2 di brodo di verdure o di pollo
4 porri
1 cipolla
3 cucchiai di purea di mandorle o di tahin
Una manciata di prezzemolo


Pulire e lavare i porri e la cipolla. Tagliare i porri a rondelle e la cipolla a fettine sottili.
Fare scaldare il brodo, ed aggiungere le verdure. Lasciare cuocere per 10 minuti ed aggiungere i fiocchi di avena. Fare ancora cuocere per altri 15 minuti.
Spegnere il fuoco, salare ed aggiungere il prezzemolo tritato e la purea di mandorle oppure il tahin.

Variante: Se i bambini non amano i pezzi interi, potete frullare le verdure prima di aggiungere i fiocchi di avena.



BOCCONCINI DI POLLO
Per 1 bambino:
100 g di petto di pollo
1 cipolla
1 cucchiaio di olio
2 cucchiai di prezzemolo, basilico ed erba cipollina
farina
sale oppure salsa di soia

Tagliare il petto di pollo a cubetti. Pulire e tagliare finemente la cipolla.
Fare rosolare la cipolla nell’olio con un po’ di acqua fino a quando sarà appassita.
Passare i bocconcini nella farina ed aggiungerli alla cipolla.
Lasciare cuocere per 10 minuti circa aggiungendo un po’ di brodo o di acqua se necessario. Salare oppure aggiungere la salsa di soia e all’ultimo aggiungere le erbe tritate.





FUSILLI AL PESTO DI ZUCCHINE

Per 1 bambino:

80 g di fusilli integrali o semi-integrali
1 cucchiaio di pesto
1 cucchiaio di passata di pomodoro
1 zucchina fresca
1 cucchiaio abbondante di parmigiano

Pulire e lavare la zucchina e farla lessare.
Nel frattempo fare bollire l’acqua, salarla e mettere i fusilli a cuocere.
Quando la zucchina è cotta, frullarla ed aggiungere la passata di pomodoro, il cucchiaio di pesto ed il parmigiano.
Fare scaldare la salsa. Scolare la pasta ed aggiungerla alla salsa, mescolare bene e servire.





RISO AL LATTE CON LE CASTAGNE

Per 1 bambino:

80 g di riso integrale
½ litro di latte fresco
5-6 castagne cotte
sale

Portare il latte ad ebollizione, salare.
Aggiungere il riso e le castagne.
Quando il riso è cotto e le castagne quasi disfatte, spegnere e lasciare riposare per 5 minuti.
Servire non troppo caldo.





Rédigé par alessandra buronzo le 29/01/2009 à 20:58
DULSE: puo’ essere usata nelle insalate dopo 5 minuti di reidratazione, in condimenti vari, in minestre e con il pesce. E’ utile per problemi gastrici ed intestinali.

IZIKI: in insalate, in polpette, su paté da spalmare. Molto ricca di ferro, è utile per la rigenerazione dei tessuti e abbassa il colesterolo.

LATTUGA DI MARE: si usa in minestre, una volta stufata, oppure la si aggiunge cruda al pesce o alle insalate; favorisce l’equilibrio del sangue e la coagulazione.

SPAGHETTI DI MARE: vengono cotti al vapore, sono ottimi con riso, lenticchie e pasta.

NORI : cruda si aggiunge alle minestre, ai cereali, alle insalate, ai legumi; si usa cotta per elaborare piatti a base di leguminose e nelle minestre. E’ particolarmente ricca di proteine e vitamina B12, senza dimenticare l’apporto di vitamina A, calcio e ferro.

WAKAME: si usa cruda in insalate e nelle minestre, aggiungendola 5 minuti prima della fine della cottura.

KOMBU: da aggiungere ai brodi, in quanto facilita la cottura di legumi e leguminose, le quali risulteranno anche più tenere e saporite; è considerata l’alga di prevenzione per la sclerosi, l’artrite, l’ipotensione e per le malattie degenerative.

( tratto da Alessandra Buronzo “ L’alimentazione Intelligente” Edizioni Mediterranee)
Rédigé par alessandra buronzo le 29/01/2009 à 20:45

Dopo quindici anni di ricerche, il Dr. P. Talalay del Johns Hopkins School of Medicine, di Baltimora, è riuscito a scoprire in che modo certi soggetti possono migliorare i sintomi dell’ulcera. La « cura », che lui e la sua equipe hanno messo a punto, è alquanto sorprendente. Le persone in osservazione devono mangiare dei germogli di broccoli!


Si è infatti scoperto che nei germogli dei broccoli esiste un composto chimico, il sulforafano, che ha un’azione efficace contro il batterio Helicobacter pylori, il responsabile principale della maggior parte delle ulcere allo stomaco.
Grazie a numerose osservazioni, si è potuto accertare che l’azione del sulforafano contro l’Helicobacter pylori è fortemente positiva. In effetti, agisce anche nei casi in cui gli antibiotici falliscono. E’ proprio nei broccoli ed in particolar modo nei germogli di broccoli (verdure appartenenti alla famiglia delle cruciferae), che il sulforafano, è presente in grande quantità.
Il sulforafano è un potentissimo richiamo per gli enzimi di Fase 2, quelli che stimolano le cellule animali a proteggersi contro le malattie. Per di più, il sulforafano funziona anche come antiossidante indiretto con un effetto duraturo nel tempo. Infatti, il processo che innesca contro l’ossidazione continua ad essere efficace per diversi giorni dopo l’assunzione.

I germogli si rivelano cosi’ agli occhi della scienza un alimento di particolare interesse. Per “germogli” si intendono tutti quei cereali, legumi, piante e semi oleaginosi che hanno subito il processo della germogliazione. Una definizione un po’ arida, se si pensa che questi piccoli, ma potenti, alimenti contengono una grande quantità di vitamine, oligoelementi, minerali, enzimi e clorofilla.
L’interesse nutrizionale nasce proprio dal processo della germogliazione che mette in atto numerosi processi biochimici. Le analisi parlano chiaro. Il numero di vitamine aumenta in modo considerevole: la vitamina B1 aumenta del 50%, la B2 del 50 %, la B5 del 100%, la B6 del 100% , la C del 100% e la E del 40-50%. Le vitamine si legano infatti agli oligoelementi ed agli enzimi, favorendone e potenziandone cosi’ l’assimilazione.
Le proteine esistenti aumentano in quantità e delle nuove ne vengono create. Un processo di trasformazione si mette in atto, per facilitare l’assimilazione di tutti le componenti nutrizionali presenti. Le proteine si scindono in componenti di base, gli aminoacidi e i carboidrati, come l'amido, sono parzialmente trasformati in maltosio. Anche i grassi subiscono un procedimento analogo. Sono scomposti in acidi grassi e glicerina, permettendo un risparmio energetico durante il processo digestivo.
La scelta fra i germogli è vasta. Si possono fare germogliare i legumi (azuchi, lenticchie, piselli secchi, ceci, soia), i cereali (avena, grano, farro, mais , miglio, orzo, riso, segala), i semi oleaginosi (sesamo, semi di girasole, semi di zucca) e alcune piante (trifoglio, crescione, mostarda, fieno greco, prezzemolo).

Il professor Giorgio Calabrese, docente di scienza dell’alimentazione all’Università Cattolica di Piacenza, si è interessato dal canto suo ai germogli e alle loro componenti nutrizionali. “Sono ricchi di principi bio-nutrizionali, come enzimi, amminoacidi essenziali, vitamine e minerali” conferma il professore. Un consumo regolare è percio’ consigliato.
I germogli aiutano ad aumentare le difese naturali dell’organismo umano, agendo soprattutto sulla migliore distribuzione delle immonoglobuline, cioè degli anticorpi.
Consigli preziosi, quando si pensa che l’alimentazione industrializzata tende ad essere sempre più ricca di cibi raffinati, privi di tutti gli elementi vitali e nutrizionali di cui l’organismo ha bisogno. Il germoglio non è certo un alimento “miracoloso”, ma aiuta a colmare le carenze che possono derivare da un’alimetazione non corretta. Simbolicamente lo si puo’ paragonare ad un « embrione », che racchiude in sè la forza ed il potenziale vitale della futura pianta.

Germogli utili certo, ma con qualche accorgimento. Bisogna pero’ mangiarli crudi e senza alcuna manipolazione per conservarne le caratteristiche nutrizionali.
Già pronti per l’uso, i germogli si trovano facilmente in commercio. I negozi specializzati nella vendita di prodotti biologici li propongono già da tempo, ma esistono ormai anche nei supermercati. Per coloro che vogliono provare con il “ fai da te”, l’impresa non è difficile. Basta poco materiale e sapere che i semi hanno bisogno di oscurità, umidità, aria e di un posto temperato. Dopo averli messi a bagno per una notte, li si lascia un giorno intero in un po’ di acqua protetti dalla luce. Il giorno dopo li si sciacqua e, cosi’ inumiditi, li si lascia ancora una giornata nell’oscurità. L’operazione dovrà essere ripetuta 3 o 4 giorni, a seconda del seme scelto. I germogli inizieranno allora ad apparire. Per conservarli, è sufficiente un contenitore, meglio se di vetro, ben chiuso in frigorifero.
I germogli possono essere consumati cosi’ come si presentano. Prima di usarli, bisogna sciacquarli accuratamente, per togliere le impurità che si possono creare durante la germogliazione. Accompagnano le insalate di ogni genere, si possono aggiungere nei panini, mescolare nelle minestre o usare per guarnire i piatti cucinati a base di carne, pesce o pasta. Come consiglia il professor Cabalabrese, è meglio aggiungerli all’ultimo momento, affinchè restino crudi e possano apportare quegli elementi vitali che si perderebbero durante la cottura.
Rédigé par alessandra buronzo le 29/01/2009 à 20:41